
Bio
Alessandro Pellegrini, cantautore, autore e compositore marchigiano, nasce su una collina di Ancona nel 1987. Il suo primo incontro con la musica avviene a sei anni, quando decide fermamente di imparare a suonare il pianoforte. Poco più che adolescente scrive invece la sua prima canzone.
Negli anni perfeziona i suoi studi frequentando una scuola di musica e imparando a suonare anche altri strumenti musicali – fra i quali la chitarra – mentre nel 2019 e nel 2020 si diploma rispettivamente come autore e compositore al CET di Mogol.
Del suo percorso artistico fanno parte anche la vittoria nel 2016 come cantautore al Concorso Festival Giovani per la Musica indetto dall’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro e, nello stesso anno, la partecipazione con le sue canzoni a Il Tenco Ascolta, su invito del Club Tenco di Sanremo. Nel 2017 è stato inoltre insignito del Premio Nazionale Franco Enriquez per “la profondità, intensità e fantasia dei suoi testi e per la solidità della sua architettura musicale”.
Sempre dal 2017 collabora con Accademia 56 e Teatro Terra di Nessuno come pianista improvvisatore di scena e, dal 2022, è in tour con l’attore e regista Victor Carlo Vitale come pianista e compositore per lo spettacolo Novecento di Alessandro Baricco.
Nel 2023 è l’artista scelto di Agricooltour, festival itinerante organizzato da Isola Tobia Label in tutta Italia con l’obiettivo di portare la musica cantautoriale nei luoghi di produttività rurale e di bellezza paesaggistica normalmente non battuti da eventi artistici.
Per quanto riguarda invece i suoi lavori discografici, nel 2010 pubblica l’album La casa senza scale, nel 2017 l’album Qualcosa, nel 2020 l’EP Cinque di Cuori e nel 2021 il singolo Sherif.
Oltre al cantautore convivono in lui il laureato in Ingegneria Edile e Architettura, lo schermidore indomito e l’agricoltore ‘ad honorem’.
Il suo obiettivo è quello di suscitare emozioni raccontando e descrivendo attraverso la musica e i suoi brani sono spesso pensati e contestualizzati nella natura e in riferimento all’universo, sebbene mai strettamente legati al tempo e allo spazio. Nei testi l’artista privilegia inoltre una visione narrativa, al limite di una sceneggiatura cinematografica, esaltata da specifici accordi e da arrangiamenti talvolta orchestrali che non a caso, appunto, richiamano quelli delle colonne sonore dei film.
